Le leggi attuali sono adatte all’era dell’intelligenza artificiale

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Mentre i ministri spingono per allentare le regole per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale, La Società Giuridica sostiene che gli avvocati devono solo sapere come si applicano le leggi attuali.

Il Dipartimento per la scienza, l’innovazione e la tecnologia (DSIT) ha recentemente lanciato un invito a presentare prove su una proposta di “AI Growth Lab”. Questo sandbox intereconomico è progettato per accelerare l’implementazione di tecnologie autonome concedendo “esenzioni normative limitate nel tempo” alle imprese. La posizione del governo è che molte normative sono obsolete, essendo state progettate prima che esistesse il software autonomo, e spesso presuppongono che le decisioni siano prese da persone piuttosto che da macchine.

I ministri ritengono che se il Regno Unito riuscisse a muoversi più velocemente dei suoi concorrenti globali, potrebbe assicurarsi un vantaggio economico determinante, con un potenziale aumento di 140 miliardi di sterline della produzione nazionale entro il 2030. La loro analisi preliminare identifica specificamente i servizi legali come un settore in cui la rimozione di “barriere legali non necessarie” potrebbe generare miliardi di valore nel prossimo decennio.

Tuttavia, la professione legale – presumibilmente la beneficiaria di questa deregolamentazione – non chiede esenzioni. Nella sua risposta formale, la Law Society ha chiarito che il quadro esistente è sufficientemente solido. L’attrito non risiede nelle regole in sé, ma nella mancanza di certezza che le circonda. Sebbene due terzi degli avvocati utilizzino già strumenti di intelligenza artificiale, la confusione rimane il principale freno a un’integrazione più profonda.

Foto di Ian Jeffery, CEO di The Law Society.

Ian Jeffery, CEO di The Law Society, ha dichiarato: “L’innovazione dell’IA è vitale per il settore legale e gode già di un grande slancio. Il quadro normativo legale esistente sostiene il progresso. Le sfide principali non derivano dagli oneri normativi, ma piuttosto dall’incertezza, dai costi, dai dati e dalle competenze associati all’adozione dell’IA.”

Piuttosto che una revisione normativa, la professione chiede una tabella di marcia pratica. Le aziende stanno attualmente navigando in un’area grigia per quanto riguarda la responsabilità e la protezione dei dati. Gli avvocati hanno bisogno di risposte definitive sulla necessità di rendere anonimi i dati dei clienti prima di essere inseriti nelle piattaforme di intelligenza artificiale e richiedono protocolli standardizzati per la sicurezza e l’archiviazione dei dati.

Le domande diventano più spinose quando si verificano errori. Se uno strumento di intelligenza artificiale genera consulenza legale dannosa, al momento non è chiaro a chi spetti la responsabilità (ad esempio con l’avvocato, l’impresa, lo sviluppatore o l’assicuratore). Esiste anche ambiguità sui requisiti di supervisione, in particolare se un avvocato umano debba supervisionare ogni istanza di implementazione dell’intelligenza artificiale.

Tali preoccupazioni sono particolarmente acute per le “attività legali riservate” come la rappresentanza in tribunale, la trasmissione e la successione, in cui i professionisti devono sapere se l’utilizzo dell’assistenza automatizzata li pone in violazione dei loro doveri professionali.

Le leggi sull’IA devono mantenere delle salvaguardie

Il governo ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che la sandbox avrà “linee rosse” per proteggere i diritti fondamentali e la sicurezza. Tuttavia, The Law Society rimane diffidente nei confronti di qualsiasi mossa che potrebbe indebolire la protezione dei consumatori in nome della velocità.

“Il progresso tecnologico nel settore legale non dovrebbe esporre clienti o consumatori a rischi non regolamentati”, ha affermato Jeffery. “L’attuale regolamentazione della professione riflette le garanzie che il Parlamento ritiene vitali per proteggere i clienti e il pubblico. Garantisce la fiducia nel sistema legale inglese e gallese in tutto il mondo.”

L’organismo è disposto a collaborare a una “sandbox di servizi legali”, ma solo se rispetta gli standard professionali anziché aggirarli. Per The Law Society, la priorità è mantenere l’integrità del sistema giudiziario nell’era dell’intelligenza artificiale.

“La Law Society sostiene fortemente l’innovazione a condizione che rimanga allineata con l’integrità professionale e operi in un solido contesto normativo”, ha spiegato Jeffery. “Il governo deve collaborare con i regolatori e gli organismi legali per garantire il rispetto degli standard professionali del settore. Qualsiasi modifica normativa legale deve includere il controllo parlamentare.”

Vedi anche: All’interno della spinta della Cina ad applicare l’intelligenza artificiale nel suo sistema energetico

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Fonte: www.artificialintelligence-news.com

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