Il piano quinquennale della Cina definisce dettagliatamente gli obiettivi per la diffusione dell’intelligenza artificiale

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La Cina ha approvato il suo quindicesimo Piano quinquennale (PDF) che definisce le priorità economiche, educative, sociali e industriali del Paese fino al 2030. Come prevedibile, c’è un numero significativo di riferimenti all’intelligenza artificiale, con la tecnologia menzionata in diversi contesti.

L’intelligenza artificiale è raggruppata insieme all’informatica quantistica, alla biotecnologia e all’energia come percorsi da perseguire come parte della politica scientifica strategica del paese. Il documento richiede ulteriore lavoro nello sviluppo di chip IA ad alte prestazioni e del software per supportarli in questo contesto. C’è anche un impegno nella ricerca accademica e industriale sulle nuove architetture dei modelli e sugli algoritmi fondamentali che le sostengono.

Lo sviluppo di tecnologie di comunicazione come i sistemi satellitari, il 5G+ (a volte indicato come 5G-A o 5G Advanced) e le reti 6G consiste nel supportare i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale come parte di una spinta più ampia per migliorare l’infrastruttura del paese per la trasmissione dei dati, la comunicazione generale e l’elaborazione dei dati.

Nella sezione del Piano quinquennale dedicata alle infrastrutture digitali, l’uso dell’intelligenza artificiale rientra in tre componenti: potenza di calcolo, modelli di intelligenza artificiale e organizzazione e diffusione dei dati in tutta la Cina.

Il governo richiede hub informatici nazionali descritti come “cluster informatici intelligenti” e propone meccanismi di mercato come l’affitto di risorse informatiche per dare accesso a una fascia quanto più ampia possibile di popolazione. Ci saranno anche nuove modalità con cui gli enti governativi si procureranno i servizi informatici di cui hanno bisogno. Gli hub di calcolo proposti dal governo hanno anche lo scopo di ridurre le barriere che le aziende più piccole devono affrontare per accedere alla tecnologia più recente.

Il governo vuole che il lavoro teorico alla base dell’addestramento e dell’inferenza dei modelli continui nella ricerca e nella produzione, e si riferisce specificamente all’intelligenza artificiale multimodale, basata su agenti e “incorporata”. Ritiene che la tecnologia svolga un ruolo sempre più importante in settori dell’economia come l’industria manifatturiera, l’energia, l’agricoltura e i servizi. Cita la progettazione industriale, i processi produttivi, le operazioni generali, la gestione del sistema energetico e la produzione agricola come aree in cui l’uso dell’intelligenza artificiale dovrebbe essere aumentato e incoraggiato. Nel settore dei servizi, il testo richiama i settori finanziario, logistico e dei servizi software.

Per il consumatore cinese generale che utilizza la tecnologia, il governo vuole vedere un aumento del numero e del tipo di dispositivi abilitati all’intelligenza artificiale, inclusi telefoni, computer e robot, e collega l’uso dell’intelligenza artificiale all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’assistenza agli anziani e alla fornitura di servizi sociali. In questi contesti prevede sistemi di apprendimento adattivo nell’istruzione, supporto diagnostico in ambito sanitario e gestione del sistema di welfare.

A livello di governo nazionale e locale, il Piano quinquennale vuole che i servizi digitali forniti da tutti gli elementi del settore pubblico aumentino in portata e capacità, sulla base di sistemi di dati integrati costruiti attorno a modelli standard. Richiede l’uso di modelli di intelligenza artificiale nell’amministrazione generale e la valutazione del rischio per la sicurezza pubblica.

Il governo è generalmente piuttosto conservatore nel suo approccio alla cooperazione con altre nazioni, suggerendo che potrebbe essere possibile per il paese partecipare con organizzazioni esterne agli standard internazionali relativi ai flussi di dati e alle infrastrutture.

La questione della governance e della regolamentazione dei dati costituisce una parte relativamente sostanziale della discussione nel documento, che richiede quadri giuridici e normativi specifici per l’IA, comprese norme sulla registrazione di nuovi algoritmi, sicurezza e trasparenza generale. Cita rischi comuni legati all’uso dell’intelligenza artificiale che potrebbero influenzare l’economia, inclusi l’uso improprio dei dati e i deepfake.

Date le dimensioni della popolazione del paese, forse non sorprende che si parli poco delle misure specifiche che il paese adotterà per garantire il proprio ruolo nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Nel corso dei prossimi cinque anni, è più probabile che i dettagli emergano come eventi osservabili dagli osservatori cinesi. Ma come possono attestare le pagine di questo sito, il percorso scelto dal Paese per l’intelligenza artificiale si basa più su modelli più piccoli, aperti, liberamente disponibili ed efficienti rispetto all’approccio più comune in Occidente: grandi modelli proprietari controllati da due o tre attori principali basati su hardware provenienti principalmente da un unico fornitore.

I dettagli dell’implementazione dell’intelligenza artificiale da parte del governo cinese nella sua economia informeranno gli osservatori se nei prossimi cinque anni si proseguirà il percorso scelto dalla Cina, o se l’ideologia occidentale attorno alla tecnologia imporrà un cambio di approccio.

(Fonte immagine: “Skyline di Pechino dalla 4a tangenziale nord-orientale (ritagliata)” di Picrazy2 è concesso in licenza con CC BY-SA 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

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Fonte: www.artificialintelligence-news.com

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