Distribuzione dell’intelligenza artificiale in servizi finanziari ha superato una soglia critica, con solo il 2% delle istituzioni a livello globale che non segnalano alcun utilizzo dell’intelligenza artificiale: un indicatore drammatico del fatto che la tecnologia è passata in modo decisivo dalla discussione nei consigli di amministrazione alla realtà operativa.
Una nuova ricerca di Finastra che ha intervistato 1.509 senior leader in 11 mercati rivela che le istituzioni finanziarie di Singapore stanno guidando questa transizione, con quasi due terzi che già implementano l’intelligenza artificiale in ambienti di produzione anziché limitarla a progetti pilota sperimentali.
Lo stato della nazione dei servizi finanziari al 2026 rapporto mostra che negli ultimi 12 mesi il 73% degli istituti di Singapore ha implementato o migliorato casi d’uso dell’intelligenza artificiale nella propria tecnologia di pagamento, quasi il doppio della media globale del 38%.
“Le istituzioni di Singapore stanno mostrando come funziona realmente l’esecuzione dell’intelligenza artificiale su larga scala. Non si tratta di progetti pilota isolati. Si tratta di incorporare l’intelligenza artificiale nelle operazioni principali, supportata da infrastrutture moderne, solide basi di dati e governance disciplinata”, ha affermato Chris Walters, CEO di Finastra.
Dalla sperimentazione all’implementazione dell’AI aziendale

A livello globale, il 31% degli istituti segnala un’implementazione su vasta scala tra più funzioni, mentre il 30% ha raggiunto un’implementazione di produzione limitata. Un ulteriore 27% sta sperimentando o testando funzioni limitate, mentre solo l’8% è ancora in fase esplorativa.
Ciò rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui viene affrontata l’implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno dei servizi finanziari. La tecnologia non è più confinata ai laboratori di innovazione o ai progetti proof-of-concept, ma è diventata parte integrante delle principali operazioni bancarie.
Nello specifico, a Singapore, un ulteriore 35% sta sperimentando o ricercando applicazioni di intelligenza artificiale oltre le attuali implementazioni di produzione, indicando una solida pipeline di innovazione che posiziona la città-stato come leader regionale nell’intelligenza artificiale.
Gli obiettivi principali che guidano questa implementazione variano in base al mercato. A Singapore e negli Stati Uniti, il 43% degli istituti utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare la conformità e i processi normativi, riflettendo la capacità della tecnologia di affrontare requisiti di supervisione sempre più complessi mantenendo allo stesso tempo la resilienza operativa.

A livello globale, i principali obiettivi di implementazione dell’IA sono il miglioramento della precisione e la riduzione degli errori (40%), l’aumento della produttività dei dipendenti (37%) e il miglioramento delle capacità di gestione del rischio (34%). Il Vietnam dà priorità alla velocità, con il 49% che utilizza l’intelligenza artificiale per accelerare l’elaborazione dei pagamenti e dei servizi di prestito, mentre il Messico enfatizza l’esperienza del cliente e la personalizzazione con il 43%.
L’infrastruttura cloud consente l’intelligenza artificiale su larga scala
Il successo dell’implementazione dell’intelligenza artificiale a Singapore è sostenuto dall’adozione avanzata del cloud. La ricerca mostra che il 55% delle istituzioni di Singapore ospita tutta o la maggior parte delle infrastrutture nel cloud, con un ulteriore 30% che opera in ambienti ibridi: un totale dell’85% che supera significativamente molti peer globali.
Questo approccio cloud-first fornisce l’infrastruttura scalabile e resiliente necessaria per l’implementazione dell’intelligenza artificiale aziendale. Senza moderne architetture di dati e capacità di calcolo elastiche, l’intelligenza artificiale rimane confinata a esperimenti su piccola scala che non possono fornire valore a livello aziendale.
Il collegamento tra modernizzazione e implementazione dell’intelligenza artificiale è chiaro nei dati. Quasi nove istituti su dieci (87%) a livello globale prevedono di aumentare gli investimenti per la modernizzazione nei prossimi 12 mesi, con Singapore in testa agli aumenti di spesa previsti superiori al 50%.
Le istituzioni riferiscono inoltre una forte fiducia nelle proprie basi tecnologiche, con il 71% degli intervistati di Singapore che valuta la propria infrastruttura principale, la sicurezza e l’affidabilità davanti ai concorrenti: il punteggio più alto a livello globale e ben al di sopra della media del 72%.
La spesa per la sicurezza aumenta man mano che l’intelligenza artificiale crea nuovi vettori di minacce

Con l’accelerazione dell’implementazione dell’intelligenza artificiale, aumentano anche le minacce alla sicurezza abilitate dall’intelligenza artificiale. La ricerca prevede un aumento medio del 40% della spesa per la sicurezza a livello globale nel 2026, con le istituzioni che risponderanno a quelli che il 43% descrive come rischi in continua evoluzione.
Singapore è leader nell’implementazione di sistemi avanzati di rilevamento delle frodi e monitoraggio delle transazioni, con il 62% che ha implementato o aggiornato questi sistemi nell’ultimo anno. Ciò si confronta con una media globale del 48%, sottolineando il riconoscimento da parte della città-stato del fatto che le frodi basate sull’intelligenza artificiale richiedono difese basate sull’intelligenza artificiale.
Allo stesso modo, il 60% delle istituzioni di Singapore ha modernizzato le proprie capacità di Security Information and Event Management (SIEM) e Security Orchestration, Automation and Response (SOAR), ancora una volta le più elevate a livello globale, consentendo il monitoraggio delle minacce in tempo reale e la risposta automatizzata su larga scala.
L’implementazione dell’autenticazione multifattore e della biometria ha raggiunto il 54% a Singapore, poiché le istituzioni rafforzano la verifica dell’identità contro vettori di attacco sempre più sofisticati che sfruttano l’intelligenza artificiale generativa e le tecnologie deepfake.
Guardando al futuro, la sicurezza delle API e il rafforzamento dei gateway emergono come una priorità chiave, citata dal 34% a livello globale come area di interesse per i prossimi 12 mesi. Ciò riflette la crescente consapevolezza che man mano che gli ecosistemi si espandono e i sistemi di intelligenza artificiale interagiscono oltre i confini organizzativi, la protezione dei punti di accesso diventa fondamentale.
La carenza di talenti emerge come la barriera principale
Nonostante i notevoli progressi, persistono ostacoli alla diffusione dell’intelligenza artificiale. La carenza di talenti è in cima alla lista a livello globale con il 43%, ma a Singapore questa cifra raggiunge il 54%, la più alta di qualsiasi mercato esaminato e pari solo agli Emirati Arabi Uniti.
Questa intensa competizione per competenze specializzate in IA, cloud e sicurezza riflette il divario tra ambizioni istituzionali e capitale umano disponibile. La domanda di professionisti in grado di progettare sistemi di intelligenza artificiale, garantire la governance dei modelli e integrare l’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro esistenti supera di gran lunga l’offerta.
Anche i vincoli di bilancio pesano, citati dal 52% degli istituti di Singapore, ancora una volta i più alti a livello globale. Anche le organizzazioni ben finanziate devono affrontare difficili decisioni sulla definizione delle priorità mentre devono bilanciare l’implementazione dell’intelligenza artificiale, gli investimenti in sicurezza, la modernizzazione e le iniziative relative all’esperienza del cliente.
In risposta, il 54% delle istituzioni a livello globale sta collaborando con fornitori di fintech come approccio predefinito per accedere alle capacità dell’intelligenza artificiale senza farsi carico dell’intero onere dell’acquisizione di talenti o dello sviluppo del sistema. Queste partnership consentono alle organizzazioni di accelerare l’implementazione dell’intelligenza artificiale mantenendo il controllo sui dati critici e sui requisiti di conformità.
La ricerca rivela un settore che ha decisamente superato la soglia di adozione dell’intelligenza artificiale, ma ora deve affrontare la sfida più complessa di crescere in modo responsabile. Come ha osservato Walters, il successo non sarà definito dall’ampiezza degli esperimenti di intelligenza artificiale, ma dalla capacità di incorporare l’intelligenza nelle operazioni rafforzando, anziché compromettere, la fiducia.
Lo studio ha intervistato manager e dirigenti di istituzioni in Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Messico, Arabia Saudita, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti e Vietnam, in rappresentanza di organizzazioni che gestiscono collettivamente oltre 100 trilioni di dollari di asset.
(Foto di Pietro Nguyen)
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Fonte: www.artificialintelligence-news.com
