Google sta integrando gli annunci display nella sua piattaforma basata sull’intelligenza artificiale Domanda gen piattaforma, segnando la fine di un modello pubblicitario digitale di lunga data.
La Rete Display di Google (GDN) è un punto fermo dell’Internet aperta da quasi vent’anni. Gli esperti di marketing in precedenza si affidavano alla sua struttura prevedibile per indirizzare i posizionamenti, fare offerte sul pubblico e testare A/B creatività statiche su siti di notizie e blog. Questa configurazione familiare sta cambiando e richiede ai team di marketing di abbandonare i controlli manuali delle campagne e di affidarsi all’intelligenza artificiale di Google.
Google descrive questo cambiamento come una progressione naturale e lo presenta come un metodo con cui gli inserzionisti possono raggiungere piattaforme visive come YouTube, Discover e Gmail attraverso un’unica campagna consolidata.
I banner pubblicitari tradizionali si trovano ad affrontare una crescente concorrenza da parte dei formati video a schermo intero di piattaforme come TikTok e Instagram. In risposta, Demand Gen di Google utilizza un sistema automatizzato per generare e sviluppare l’interesse dei clienti prima ancora che venga inserita una query di ricerca.
Demand Gen funziona in modo diverso dalla Rete Display di Google tradizionale. Invece di chiedere agli inserzionisti di selezionare siti Web specifici o di adattare segmenti di pubblico, la piattaforma richiede obiettivi di business e una raccolta di risorse creative. Gli esperti di marketing caricano immagini, videoclip e titoli, che l’intelligenza artificiale di Google poi testa in varie combinazioni. Il sistema li pubblica come annunci video in-stream, YouTube Shorts o post interattivi di Discover, utilizzando modelli predittivi per determinare formato, posizionamento e pubblico.
Questa transizione richiede modifiche alla produzione creativa. Demand Gen fa affidamento su una fornitura continua di contenuti diversificati e indipendenti dal formato. I team creativi hanno ora il compito di fornire le risorse grezze che l’intelligenza artificiale di Google assembla dinamicamente, spostando il tradizionale flusso di lavoro dell’agenzia verso la creazione di contenuti a volume più elevato.
Granularità del trading per l’automazione
Google scommette che l’apprendimento automatico batterà l’intuizione umana su larga scala, forzando di fatto la mano al settore. Il consolidamento della visualizzazione in questo modello incentrato sull’intelligenza artificiale elimina la tentazione dei team di aggrapparsi a metodi manuali. Gli inserzionisti devono adottare l’approccio AI-first o rischiare di perdere visibilità sul prezioso patrimonio digitale.
Parametri di lunga data come la percentuale di clic (CTR) e il costo per clic (CPC) stanno perdendo gran parte del loro significato. Giudicare il successo di una singola creatività o posizionamento diventa quasi impossibile quando un’intelligenza artificiale ottimizza le conversioni o l’impatto del marchio contemporaneamente su più formati e piattaforme. Invece, il reporting deve essere elevato per tenere traccia dei risultati aziendali più ampi: costo di acquisizione dei clienti, ritorno sulla spesa pubblicitaria e influenza sul percorso di acquisto complessivo.
Ciò richiede una più stretta integrazione tra le piattaforme pubblicitarie e i principali sistemi di business intelligence di un’azienda. Senza dati di conversione accurati e in tempo reale, l’intelligenza artificiale vola alla cieca.
Per molte aziende, questa dipendenza mette in luce punti deboli critici nella loro infrastruttura dati. Un budget multimilionario per la Demand Gen potrebbe facilmente dipendere dalla qualità di una singola connessione API a un CRM o un backend di e-commerce che sono spesso costruiti per scopi completamente diversi.
Meta promuove un programma simile con le sue campagne Advantage+, sfruttando l’intelligenza artificiale per automatizzare il targeting, la creatività e il posizionamento nel suo ecosistema. L’industria si sta chiaramente spostando da un modello di affitto di spazi pubblicitari a uno che affida ad agenti di intelligenza artificiale il compito di scovare i clienti.
I leader del marketing non possono più scegliere se cedere il controllo all’intelligenza artificiale; l’attenzione si concentra su come adattano i propri team, la tecnologia e la strategia.
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Fonte: www.artificialintelligence-news.com
