OpenAI ha introdotto in ChatGPT le chat bloccate, una funzione per proteggere con un PIN le conversazioni più personali. La novità, annunciata il 20 ottobre, arriva con un rilascio graduale sul web, nelle app per iPhone e Android e nella nuova app desktop per macOS e Windows.
Come si blocca una chat
Il blocco vale per la singola conversazione. Dal menu con i tre puntini si sceglie “Lock chat” e si conferma, e la prima volta ChatGPT chiede di creare un PIN di quattro cifre legato all’account. Su iPhone si può aggiungere Face ID o Touch ID, su Android lo sblocco del telefono, ma il PIN resta comunque necessario. Si cambia dalle impostazioni, nella sezione dedicata a sicurezza e accesso.
Una chat bloccata sparisce dalla cronologia, dalle chat fissate e dalla ricerca e finisce nel progetto “Locked chats”. Sul telefono si richiude dopo un minuto lontano dalla conversazione o con l’app in background, sul web anche ricaricando la pagina. Su Android gli screenshot delle chat bloccate escono neri. Per riportare una conversazione nell’elenco normale basta scegliere “Unlock chat” dallo stesso menu.
Chi può usarla
Le note di rilascio citano i piani Free, Go, Plus e Pro, mentre la guida di OpenAI aggiunge Business, Enterprise ed Edu. Nei piani aziendali gli amministratori non possono disattivare la funzione né sbloccare le chat dei dipendenti, però su Enterprise ed Edu i contenuti restano nei registri per la conformità. Non si possono bloccare le chat temporanee, quelle archiviate, quelle di gruppo e le conversazioni con attività pianificate.
OpenAI non indica date per l’Europa. Il rilascio procede per gradi, quindi la funzione potrebbe non comparire subito su tutti gli account italiani.
Cosa non protegge
OpenAI lo scrive in modo esplicito nella guida: il blocco non crea una cifratura end-to-end né un archivio cifrato separato. Le chat bloccate restano sui server dell’azienda con gli stessi tempi di conservazione e, se l’opzione per migliorare il modello è attiva, possono servire all’addestramento. Chi vuole escluderle deve disattivare quell’impostazione oppure usare la chat temporanea, che non finisce in cronologia e non viene usata per addestrare i modelli.
Il PIN serve soprattutto contro chi prende in mano il telefono o il computer, come un familiare o un collega. Conviene sceglierlo con cura, perché reimpostarlo cancella in modo definitivo tutte le chat bloccate, le memorie e i file collegati. Nemmeno il supporto di OpenAI può recuperarli. Chi ha già una chat aperta su un altro dispositivo, poi, può continuare a vederne il titolo finché l’elenco non si aggiorna.
L’idea ricorda il Chat Lock che WhatsApp ha introdotto nel 2023, con una cartella separata protetta da password o biometria. Su ChatGPT però le conversazioni contengono spesso dati di lavoro, sanitari o finanziari, e per quelle contano anche le impostazioni su conservazione e addestramento.
Fonti: OpenAI, note di rilascio, OpenAI, guida, Engadget, TechCrunch.



