Anthropic ha firmato un accordo di licenza con Associated Press per usare in Claude le notizie dell’agenzia americana. Lo ha scritto Adweek il 4 novembre citando due persone informate, e secondo la testata è la prima volta che l’azienda paga un editore di notizie digitali. Né Anthropic né AP hanno confermato, e cifre e durata dell’intesa non sono note.
Cosa è cambiato in Claude
L’accordo sarebbe stato chiuso poco prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre negli Stati Uniti. Quella notte chi chiedeva a Claude gli ultimi dati sul voto riceveva risposte aggiornate in tempo reale e attribuite ad AP. Anthropic aveva annunciato ad aprile che avrebbe portato in Claude i risultati elettorali e le informazioni per gli elettori, senza però citare l’agenzia. Non è chiaro se l’intesa riguardi solo il flusso di notizie in tempo reale o anche l’archivio di AP, e Adweek avverte che non segna per forza un cambio di strategia duraturo.
La svolta rispetto ad agosto
Ad agosto alcuni dirigenti del settore avevano raccontato ad Adweek che Anthropic considerava l’uso dei contenuti degli editori un caso di fair use, l’eccezione del diritto americano che in certi casi permette di usare opere protette senza autorizzazione, e che non intendeva pagare licenze. Nel frattempo molti editori hanno bloccato i crawler dell’azienda. L’unico grande pagamento legato ai contenuti era stato quello per chiudere la causa degli autori di libri, circa 1,5 miliardi di dollari concordati a settembre 2025, pari a circa 3.000 dollari per opera. Si trattava però di una transazione per chiudere una lite, non di una licenza.
Gli accordi dei concorrenti
AP è un partner abituale delle aziende dell’AI. Nel 2023 ha concesso in licenza il suo archivio a OpenAI e a gennaio 2025 ha iniziato a fornire notizie in tempo reale a Gemini di Google. OpenAI ha firmato più di una decina di accordi con editori come Axel Springer, News Corp e The Atlantic, Meta a fine 2025 ha chiuso intese con diverse testate tra cui la francese Le Monde e Amazon ne ha uno con il New York Times. Robert Thomson, amministratore delegato di News Corp, ha detto il 5 novembre di sperare che altre piattaforme scelgano “il compenso invece della confisca”.
E gli editori italiani
In Italia l’accordo più noto resta quello firmato nel 2024 da OpenAI con GEDI. Gli accordi di licenza non portano solo soldi. Secondo un’analisi indipendente i contenuti degli editori partner arrivano a ChatGPT già riassunti e in cima ai risultati, e chi ha un’intesa con le aziende dell’AI può quindi guadagnare visibilità nelle risposte. Anthropic per ora non ha annunciato accordi con testate europee.
Fonti: Adweek, Adweek, agosto 2026, Anthropic, The Decoder, 24/7 Wall St, Dataconomy.



