OpenAI ha annunciato il 26 ottobre tre risultati scientifici ottenuti da un suo modello interno, uno in informatica, uno in matematica e uno in fisica. Il più discusso riguarda l’ipotesi del tempo esponenziale, una congettura del 1999 su cui poggiano molti risultati dell’informatica teorica e che secondo OpenAI sarebbe falsa. Poche ore dopo Anthropic ha pubblicato una propria dimostrazione dello stesso risultato, attribuita a Claude. Nessuno di questi lavori è ancora passato da una revisione paritaria.
Cosa dice l’ipotesi
La congettura, formulata da Russell Impagliazzo e Ramamohan Paturi dell’Università della California a San Diego, riguarda 3-SAT, un problema logico in cui bisogna assegnare valori vero o falso in modo da soddisfare una serie di condizioni. Sostiene che non esista un metodo molto più rapido del provare quasi tutte le combinazioni, quindi il tempo cresce in modo esponenziale con il numero di variabili. OpenAI afferma di aver trovato un algoritmo che lo risolve in tempo subesponenziale. Il guadagno conta solo per problemi enormi e nessuno parla di applicazioni pratiche. Ryan Williams del MIT, uno degli esperti coinvolti, lo ha definito “non la risposta definitiva” e ha riferito che OpenAI si dice ragionevolmente sicura che il risultato non intacchi la crittografia.
Il documento di Anthropic, pubblicato su GitHub con una dimostrazione completa in Lean, un linguaggio che permette di verificare le prove al computer, arriva alla stessa conclusione. Secondo quanto riferito da Levent Alpöge, ricercatore dell’azienda, un modello interno di Claude ci era arrivato il 16 ottobre.
Gli altri due risultati
In matematica OpenAI rivendica la dimostrazione in ogni dimensione della congettura di local smoothing, proposta da Christopher Sogge nel 1991 e finora provata solo nel piano. Se fosse corretta risolverebbe anche le congetture di Kakeya e di restrizione di Stein, due problemi aperti dell’analisi armonica. Anche questa prova è formalizzata in Lean. In fisica il modello avrebbe dimostrato l’esistenza di alcune teorie quantistiche dei campi in quattro dimensioni, tra cui la teoria di Yang-Mills pura. Sarebbe metà di uno dei problemi del millennio del Clay Institute, perché la seconda parte, il cosiddetto mass gap, resta aperta.
Le critiche sul metodo
OpenAI ha affidato la valutazione a gruppi di esperti scelti da lei per ciascun campo. Per la fisica il gruppo è guidato dal premio Nobel David Gross e scriverà un proprio articolo, mentre il materiale prodotto dal modello per ora resta riservato. L’azienda ha anche promesso 5 milioni di dollari alla Simons Foundation per finanziare convegni e seminari. Gli informatici coinvolti hanno chiarito in una lettera aperta che la loro partecipazione non va presa come una certificazione del risultato.
Diversi ricercatori contestano l’impostazione. “Il fatto che il gruppo lo scelgano loro è un disastro”, ha detto a The Verge il fisico Andreas Karch dell’Università del Texas. Un gruppo consultivo di nove matematici ospitato dall’Institute for Advanced Study di Princeton, di cui fa parte l’italiano Camillo De Lellis, docente anche al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, aveva sconsigliato questa pratica il giorno prima dell’annuncio. Ora chiede a OpenAI di pubblicare senza ritardi i risultati di fisica.
Fonti: OpenAI, OpenAI su GitHub, Anthropic su GitHub, TechCrunch, The Verge, The Decoder.



